Istituto Tecnico Industriale

Modesto Panetti - BARI

IAFFALDANO GIOVANNI 
4ETB Elettronica e Telecomunicazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                  

 

 

 

 

 


                                        

 

 

 

Come area di progetto dell’anno scolastico 2003/2004, si è pensato di progettare un sistema completo di allarme per un classico appartamento

 

Qual è lo scopo del nostro  allarme?

 

Lo scopo del nostro allarme è quello di proteggerci sia quando siamo in casa e sia quando  non siamo in casa!

Questo è reso possibile grazie a una piccola modifica o, come si voglia chiamare, un’aggiunta di un altro piccolo schema elettrico che và a realizzare una parzializzazione delle zone dell’allarme da includere o escludere dall’impianto di allarme.

Il sistema di allarme è composto da:

 

 

Centrale a n.5 zone con n.4 escludibili

 

Inizialmente, la nostra centrale non dava la possibilità all’utente di poter escludere delle zone a scelta; noi lo abbiamo reso possibile grazie a una piccola modifica sui singoli infrarossi e sulla serie dei contatti, cosi da poter escludere indipendentemente le quattro zone indipendentemente l’una dall’altra.

 

 

Infrarosso

Di seguito si mostra una schema semplifica del sistema.

 

 

Come si nota da questo schema, nel nostro allarme sono stati utilizzati vari tipi di rivelatori; passiamo a una loro spiegazione più specifica….

 

Contatti Magnetici

 

Principio di funzionamento

 

Il Magnete ed il Reed sono i componenti che permettono di rilevare, e successivamente di comunicare alla centrale antifurto, il del tentativo d'effrazione in corso; essi sono racchiusi all'interno d'involucri in materiale plastico o metallico di forma cilindrica o rettangolare: i contatti magnetici. La parte del contatto da cui fuoriescono due, o più, conduttori è denominata REED; l'atra parte del contatto prende il nome dal materiale di cui è costituito: MAGNETE. Il componente Reed è formato da due lamine molto sottili che si sfiorano, racchiuse all'interno di un'ampolla di vetro sottovuoto. In presenza di un magnete, le due lamine,  si uniscono fornendo ai capi dei cavi di collegamento il valore "0" o chiuso; allontanando il magnete, le lamine si separano fornendo ai capi dei cavi di collegamento, il valore "1" o aperto.

 

Cortocircuito: Comunicazione d'allarme

Uno strumento elettronico utilizzato dagl'installatori d'impianti antifurto è il TESTER. Collegando due fili conduttori (composti di rame) ai due puntali del tester e selezionando la misurazione di resistenze elettriche (espresse in OHM), il display visualizza il valore "1". Unendo i due fili, il valore sul display si modifica in "0". I contatti perimetrali sono componenti di rilevazione normalmente chiusi (n.c.) o meglio: il valore presente in uno stato di quiete, ai capi dei fili di collegamento, è sempre "0" o "chiuso". Ad esempio, un contatto magnetico con Reed posto a protezione di una porta ha valore, con la porta chiusa, pari a "0": Chiuso. In caso d'attivazione (apertura della porta) il contatto cambia stato fornendo alla centrale, il valore "1" o "aperto". I valori "0" e "1" sono il risultato della misurazione attraverso il tester, equivalente alla misurazione che la centrale d'allarme effettua costantemente per verificare l'apertura o la chiusura di ogni suo componente. Ad impianto inserito la variazione di un valore determina una condizione d'allarme.

 

Tipologie di Contatti Magnetici

Contatto Magnetico a sigaretta I contatti a sigaretta, sono ad incasso, o meglio s'inseriscono, praticando un foro combaciante con una punta da legno di pari diametro, sia nell'infisso che nel battente della porta o finestra cui sono posti a protezione.

Il reed s'installa nell'infisso, nascondendo i collegamenti dietro il coprifilo; il magnete si posiziona all'interno dell'anta battente in corrispondenza del reed. Gli involucri dei contatti a sigaretta sono composti da differenti materiali:

Le caratteristiche tecniche, e quindi d'impiego, variano in funzione del materiale - di cui è composto l'involucro del contatto - e del diametro della parte magnetica; un magnete di grandi dimensioni esercita una maggiore forza attrattiva rispetto ad un'altro di diametro inferiore. Sono utilizzati per proteggere porte di legno, finestre d'alluminio o di legno.

 

 

 

Contatto magnetico per porte blindate

 

 

Il contatto per porte corazzate è di forma cilindrica il diametro è superiore a quello dei contatti a sigaretta. Questo tipo di contatto si fissa all'interno di porte blindate che contengono molto materiale metallico che attenua la forza attrattiva del magnete; per questo motivo è necessario che il diametro del contatto sia elevato. Il principio di funzionamento e la modalità d'installazione è identica agli altri contatti reed.


Contatto magnetico per porte basculanti

 

 

Il reed e i cavi di collegamento sono totalmente rivestiti da un involucro in metallo per consentire il transito degli automezzi, evitando il taglio dei cavi. Il reed s'installa al centro - o a lato - della basculante sulla pavimentazione. Il magnete direttamente sulla basculante, in corrispondenza del reed. Il contatto rileva e comunica, alla centrale d'allarme, l'attività (apertura e chiusura) della basculante cui è posta a protezione; il principio di funzionamento è identico a quello dei contatti a sigaretta.

Contatto magnetico da esterno

 


 

 

Il contatto magnetico da esterno (o "a giorno") hanno forma rettangolare disponibili in metallo o in ABS; le dimensioni variano in funzione del tipo d'installazione. Alcuni modelli di contatti reed da esterno dispongono di morsettiera per consentire il collegamento dei conduttori.

 

Microcontatto magnetico

 

Il microcontatto rientra nella categoria dei contatti definiti a giorno (visibili). Hanno dimensioni estremamente ridotte (1,5x0.5x0.5 cm), di forma rettangolare con involucro in ABS. Sono utili per installazioni su porte e finestre in legno.


Attenzione:

Il Reed ed il magnete devono essere molto vicini tra loro, altrimenti le lamine della parte Reed non si uniscono, in quanto la superficie del magnete è molto piccola e quindi poco attrattiva.


 

Consigli per l'installazione

 

 

Il magnete si fissa sull'anta battente della finestra o della porta da proteggere, mentre il reed è posto nell'infisso in corrispondenza del magnete. I collegamenti si devono nascondere dietro il coprifilo della porta o dietro la cornice della finestra. La chiusura dell'anta battente ove è posto il magnete forza l'unione delle lamine, creando un cortocircuito quindi la segnalazione di "chiuso" in centrale. Consiglio di verificare attraverso il TESTER che questa condizione si verifichi prima di effettuare altri collegamenti (vedi serie tra contatti magnetici). L'apertura dell'anta elimina il cortocircuito e le lamine si aprono, comunicando alla centrale d'allarme il tentativo d'intrusione in corso, ad impianto inserito. Consiglio l'installazione di contatti magnetici "voluminosi" in presenza di porte composte totalmente di metallo (porte taglia fuoco): antiestetici ma efficaci. Se il contatto è "voluminoso" significa che dispone di un'ampia superficie magnetica, in grado di esercitare una maggior forza attrattiva sul Reed.

 

Tipi di collegamenti tra contatti magnetici

 

Collegamento tra contatti perimetrali: Parallelo - Serie

 

Queste modalità di collegamento sono spesso utilizzate dagli installatori per "risparmiare" ingressi zona; le centrali d'allarme, che dispongono di 2 ingressi zona racchiudono, spesso, più rilevatori su unica zona. Vi sono due collegamenti fondamentali:

Il collegamento in parallelo prevede l'attivazione di entrambe i rilevatori, per segnalare alla centrale antifurto una condizione d'allarme; il termine "and" indica che si deve verificare l'attivazione contemporanea di un rilevatore "e" dell'altro collegato ad esso, in parallelo. Il collegamento in serie prevede l'attivazione di almeno uno dei rilevatori, per segnalare alla centrale antifurto una condizione d'allarme; il termine "or" indica che si deve verificare l'attivazione di un rilevatore "o" dell'altro collegato ad esso, in serie.

Questo tipo di collegamento è utilizzato, ad esempio, per proteggere una finestra e un'imposta utilizzando un unico ingresso zona della centrale d'allarme.
L'utente, in questo modo, può decidere di lasciare aperta l'imposta e chiusa la finestra - o viceversa - ed attivare l'antifurto in modo perimetrale. L'effrazione di una sola delle due genera l'allarme. In altre parole l'apertura di una persiana E di una finestra genera una segnalazione d'allarme. Il collegamento in parallelo tra due o più contatti magnetici si effettua nel modo indicato in figura 1.

 

Questo tipo di collegamento è utilizzato, ad esempio, per proteggere due o più finestre presenti all'interno dello stesso ambiente. Anche in questo tipo di collegamento si utilizza un unico ingresso zona della centrale d'allarme. Il tentativo d'effrazione di una sola finestra tra quelle collegate in serie, genera l'allarme. In altre parole l'apertura di una O l'altra finestra genera una segnalazione d'allarme. Il collegamento in parallelo tra due o più contatti magnetici si effettua nel modo indicato in figura 2.



Collegamento in serie

Il collegamento in serie tra due o più rilevatori a fune per tapparella si effettua nel modo indicato in figura 3.
Il sollevamento di una o più tapparelle genera una segnalazione d'allarme. La scheda elettronica che interfaccia centrale d'allarme con i rilevatori a fune elabora il numero degli impulsi generati dal rilevatore (che segue la corsa della tapparella) riducendo al minimo le segnalazioni di falso allarme.

 

Rilevatori di movimento

 

Tipi di Rilevatori

Sensore a microonde

Sensore ad infrarossi

Sensore a doppia tecnologia

Sensore ad ultrasuoni

Sensore con telecamera

Collegamenti fra rilevatori

 

I rilevatori di movimento creano un'area di protezione volumetrica segnalando qualunque tentativo di violazione, ad antifurto inserito. Il rilevatore volumetrico è indicato attraverso numerosi termini: sensore, rivelatore, volumetrico, radar, infrarosso, ecc. Tutti questi termini creano molta confusione mentre risulta indispensabile conoscere la tecnologia più idonea da impiegare a protezione della proprietà.

Sensore ad Infrarosso

La tecnologia utilizzata, per questo tipo di volumetrico, è il raggio infrarosso che rileva le radiazioni emesse dal corpo umano e le rapide variazioni termiche; l'unico raggio prodotto è suddiviso in fasci da una particolare lente; è il più comune fra i sensori negli ambienti domestici.

Rilevatore a Microonde

Le microonde sono generate ed emesse dal sensore, esse saturano l'ambiente da proteggere. In caso d'intrusione la stato di quiete si modifica e per ripristinarlo il circuito compie un dispendio di energia che genera una segnalazione d'allarme. Utilizzato in ambienti che richiedono massima sicurezza: istituti bancari, caveau.

Rilevatore Doppia tecnologia

La tecnologia utilizza da questo tipo di volumetrico abbina le caratteristiche di rilevazione del sensore ad infrarosso e di quello a microonde: difficilmente genera falsi allarmi. Per generare un allarme intrusione devono essere attivate entrambe le tecnologie. Utilizzato in ambienti domestici ed industriali.

Rilevatore Ultrasuoni

Questo tipo di rilevatore emette, attraverso lo stadio trasmittente, un'onda con frequenza fondamentale 21.000 Hz. Lo stadio ricevente, durante un tentativo d'effrazione, avverte la variazione della riflessione d'onda generando un allarme; è molto simile al principio di funzionamento delle microonde cambia la frequenza fondamentale.

Rilevatore ad infrarosso passivo con TVCC

Vi sono dei sensori ad infrarosso che incorporano una micro telecamera, quando il sensore è in allarme la telecamera si attiva e permette di visualizzare a monitor l'ambiente cui è posto a protezione.

Ora passiamo a una spiegazione approfondita.

 

Sensori a microonde


Principio di funzionamento

Le microonde sono onde ad alta frequenza (10 - 2,4 GHz) generate da diodi GUNN o MIXER oppure attraverso il circuito elettronico con tecnologia DRO planare. Il sensore produce e invia le microonde calcolando la quantità d'energia impiegata per saturare l'ambiente da proteggere. In caso d'intrusione, ad impianto inserito, lo stato di quiete si modifica: per ripristinarlo il rilevatore compie un dispendio di energia che provoca una segnalazione d'allarme. In campo libero, le microonde danno origine ad una protezione, raffigurabile come un "sigaro".

Consigli per l'installazione


Attenzione:

I piccoli ambienti si saturano eccessivamente di microonde oltrepassando le pareti circostanti provocando, talvolta, falsi allarmi: occorre effettuare numerose prove di rilevazione e regolare correttamente l'emissione di microonde.


Evitare l'installazione del sensore in prossimità di:

Non sovrapporre le aree di copertura di due o più sensori microonde che non dispongono del circuito elettronico MIR, in quanto si verificherebbero falsi allarmi. Consiglio di effettuare in ogni caso le prove di rilevazione; procedere in questo modo:

  1. Chiudere le porte e le finestre del locale protetto dal sensore.
  2. Inserire l'antifurto.
  3. Camminare rasente al perimetro esterno del locale protetto dal rilevatore a microonde.

Se il sensore oltrepassa la parete, la porta o le finestre, diminuire l'intensità d'emissione attraverso il potenziometro.

 

Caratteristiche comuni tra rilevatori microonde

Circuito M.I.R. (Reiezione Mutue Frequenze)

 

L'installazione di due o più sensori microonde vicini tra loro creano sovrapposizioni o aree comuni di rilevazione, generando falsi allarmi a causa delle collisioni tra le microonde: mutue interferenze. Il circuito M.I.R. sincronizza, su frequenze differenti, l’emissione di microonde per ciascun sensore, consentendo installazioni multiple all'interno dello stesso ambiente, senza generare mutue interferenze. Si dovranno utilizzare rilevatori prodotti dalla medesima casa produttrice.

 

Circuito Adaptive

 

Per eliminare falsi allarmi dovuti ad una taratura errata del circuito microonde, alcuni rilevatori dispongono di differenti livelli d'erogazione, a regolazione automatica. Il circuito Adaptive inizia la rilevazione con il grado più alto d'emissione variando la sensibilità fino al raggiungimento del livello idoneo.

 

Banda K

I rilevatori in banda K emettono le microonde con una frequenza pari a 2,4 GHz: un'onda più "corta" rispetto alla consueta (10,5 GHz). L'onda corta, grazie alle sue caratteristiche fisiche, ha una minor forza di penetrazione degli oggetti, limitando la sua azione all'interno dell'ambiente da proteggere. Non è in grado di attraversare porte, muri e finestre evitando i falsi allarmi.

Tecnologia DRO planare

L'emissione di microonde avviene per mezzo di diodi (Gunn o Mixer) oppure attraverso la tecnologia DRO. I circuiti DRO, Dielectric Resonator Oscillator, risolvono alcune delle problematiche meccaniche generate dalle tecnologie tradizionali Gunn o Mixer. L'elemento radiante dei rilevatori con DRO planare, è costituito da un'antenna a tromba schermata che genera microonde con ampi angoli di copertura e minimi ingombri. La schermatura dell'antenna a tromba forza l'emissione delle microonde nella direzione desiderata, creando un lobo di copertura molto preciso.

 

Tecnologia R.D.V. (Remote Digital Verification)

 

La tecnologia R.D.V. sfrutta l'effetto doppler (elaborazione dell'eco di una frequenza inviata) per produrre un segnale acustico ad intensità variabile in funzione del movimento presente all'interno dell'area di copertura del sensore. La scheda R.D.V. presente nella circuiteria del rilevatore include un filtro digitale doppler che consente, mediante un algoritmo, di determinare la velocità di una massa in movimento attraverso l'emissione di un segnale acustico. L'antifurto che dispone di rilevatori microonde con R.D.V. deve essere collegato alla linea telefonica; in caso d'allarme la centrale compone il numero telefonico del proprietario ed invia un segnale acustico proveniente dal sensore attivato: il suono modulato corrisponde al movimento generato dall'intruso.

 

Sensori ad infrarosso

 

Principio di funzionamento

 

Il componente elettronico utilizzato dai sensori ad infrarosso si chiama piroelettrico: "reagisce" alle repentine variazioni di temperatura o meglio, alla radiazione infrarossa emessa da un corpo. Il corpo umano emette una frequenza compresa nella gamma 7000 - 14000 nanometri. L'unico raggio infrarosso generato dal circuito è orientato verso una particolare lente di Fresnell che lo suddivide in un fascio, creando un'area di protezione sensibile alle variazioni termiche, raffigurabile come muri tridimensionali; il tentativo d'intrusione all'interno del lobo di copertura del sensore crea un improvviso aumento della temperatura, che genera una condizione un allarme. La lente è disponibile in due versioni:

  1. Composta di materiale plastico
  2. Formata da una superficie trattata a specchio

La lente composta di materiale plastico è utilizzata in ambienti a medio/basso rischio d'intrusione. La lente con superficie trattata a specchio crea un lobo di copertura estremamente preciso nella rilevazione, grazie alla accuratezza nella realizzazione delle sfaccettature e all'inclinazione dell'angolo. La lente composta di materiale plastico crea un lobo di copertura conico, mentre quella a specchio, crea un'area di rilevazione raffigurabile come un muro (dai contorni perfettamente definiti). I sensori ad infrarosso sono rilevatori che in una condizione di riposo forniscono un contatto normalmente chiuso

 

Limiti del rilevatore infrarosso

 

Il sensore ad infrarosso passivo rileva L'infrarosso è più sensibile durante l'attraversamento dei raggi, meno se ci si avvicina frontalmente al sensore. La rilevazione diminuisce o si neutralizza con:

  1. Vetro
  2. Luci fluorescenti
  3. Schiume
  4. Spray
  5. Lacche
  6. Fogli di carta opachi o trasparenti
  7. Legno

Caratteristiche comuni tra sensori infrarosso

Tipi di sensori

In commercio sono disponibili numerose versioni di sensori ad infrarosso che impiegano tale tecnologia di rilevazione per svolgere differenti funzioni. Vi sono infrarossi di tipo:

Limiti dei sensori ad infrarosso passivo

La circuiteria del sensore infrarosso, può causare interferenze di rilevazione durante il funzionamento, dovute alla corrente d'alimentazione e alla produzione di calore del circuito stesso. I rilevatori con il Pir (nome tecnico del generatore del raggio infrarosso) ben isolato e gli elementi disposti su un unico lato del circuito stampato, offrono maggiori prestazioni. Il sensore, quando rileva una differenza termica, apre un contatto (relè d'allarme): la centrale d'allarme lo riconosce come un tentativo d'intrusione e genera l'allarme. Una barretta magnetica posta a lato del sensore, in corrispondenza del relè d’allarme, forza il contatto in modo normalmente chiuso; la forzatura del relè d'allarme non permette la comunicazione del tentativo d'intrusione verso la centrale d'allarme. Accertarsi che il sensore infrarosso abbia il relè d'allarme schermato contro i campi magnetici. I tappeti generano elettrostaticità causando interferenze di ricezione, ovviabile con l'acquisto di un sensore con l'involucro composto di plastica liscia e lucida, immune all’elettrostaticità. I rilevatori si puliscono con un panno asciutto, senza l'utilizzo di detergenti che formano pellicole e residui sulla lente di Fresnell diminuendo la sensibilità. La portata di copertura è variabile da 8 a 30mt. in base alle caratteristiche del sensore e al tipo di lente montata. In commercio vi sono rilevatori ad infrarosso da incasso, da incorporare accanto agli interruttori luce.

 

Rilevatore digitale ad Infrarosso

 

Gli infrarossi che includono nella circuiteria interna un microprocessore, si definiscono Digitali. Essi elaborano velocemente i segnali provenienti dal PIR attraverso il software che discrimina il tipo d'evento occorso, comparando i segnali rilevati con quelli a disposizione all'interno della "libreria" di cui è provvisto. Qualunque evento occorre all'interno dell'area di rilevazione del sensore è trasformata in un segnale che presenta una variazione di tensione, raffigurabile come un'onda. La libreria contiene le onde caratteristiche dei "disturbi" (falsi allarmi) e le mette a disposizione del microprocessore che istante per istante le compara con i segnali provenienti dal PIR. Ad esempio: l'ambiente in cui è presente il camino deve essere protetto da un sensore ad infrarosso passivo digitale in quanto il  camino, anche se spento, genera una fonte di calore variabile, cha ad impianto inserito è interpretata come un tentativo d'intrusione dai sensori infrarosso analogici.

 

Rilevatori ad infrarosso passivo da soffitto

Sono particolari rilevatori che s'installano sui soffitti o in ambienti che dispongono di controsoffittature con intercapedini. L'area di copertura è molto ampia, crea una protezione raffigurabile come un cono: maggiore è l'altezza d'installazione, più grande, sarà il diametro di copertura.

 

Filtro contro le luci fluorescenti (Antiaccecamento)

 

Un esempio di "accecamento" sono le luci fluorescenti o neon, indirizzate verso la lente di Fresnell, limitano o inibiscono la rilevazione del sensore infrarosso. Per aumentare il grado di sicurezza esistono particolari filtri antiaccecamento per luci fluorescenti e per le armoniche prodotte in frequenza 50Hz. Nelle specifiche tecniche del radar sono riportati i propri limiti.

 

Antistrisciamento (look-down)

 

I sensori che prevedono l'antistrisciamento hanno una piccola lente posta nella parte inferiore del loro involucro. Questo consente di creare una protezione nell'area sottostante al sensore: l'intruso che cammina rasente al muro è rilevato.

 

Tecnologia RFI: interferenze ad alta frequenza

 

I ripetitori per telefoni cellulari generano delle Radio Frequenze (900 - 1800 MHz), onde ad alta frequenza, che disturba il funzionamento del sensore ad infrarosso creando falsi allarmi; anche i ripetitori televisivi posti nelle vicinanze del sensore causano falsi allarmi. I segnali RFI presenti nell'ambiente da proteggere sono inviati al microprocessore che li analizza e modifica le soglie d'allarme, garantendo più stabilità contro disturbi radio.

 

Tecnologia ASIC:

rilevatori intelligenti Standard europeo EN - 50130 - 4

 

Per certificare lo standard europeo EN50130 – 4 si compiono delle prove di immunità alle radio frequenze. Il test europeo prevede l'aumento della frequenza in modo discontinuo, partendo da una bassa emissione di frequenze, fino a raggiungere il valore di 20.000MHz. Il test americano prevede l'aumento della frequenza in modo continuo, permettendo al sensore ad infrarosso di adattare la propria soglia d'allarme; in questo modo non si generano rumori e correnti parassite, presenti nella prova europea.

 

Tecnologia IFT

Gli elementi del circuito stampato nel sistema IFT, sono saldati su un'unica parte della basetta, mentre l'altra è schermata per garantire più stabilità contro i disturbi ambientali. Il circuito del sensore infrarosso, può causare interferenze dovute alla produzione di calore e alla corrente di alimentazione che scorre nella circuiteria.

 

Funzione conta impulsi

 

Per evitare falsi allarmi, alcuni rivelatori offrono la possibilità di "conteggiare" il numero dei raggi che si devono attraversare prima di generare la segnalazione d'allarme. Il numero di attraversamenti s'imposta attraverso dei ponticelli o per mezzo di microswitch, solitamente per qualsiasi tipo sensore infrarosso sono sufficienti due impulsi. Per consentire la rilevazione il Pir presente nel circuito emette due raggi uno di valenza positiva, l'altro negativa. La lente di Fresnell provvede a dividere i raggi "primitivi" in un fascio di zone sensibili positive e negative alternate fra loro. Il passaggio di una persona nel lobo di protezione modifica la temperatura presente su alcune zone del fascio attivando, ad esempio, prima il raggio positivo e successivamente quello negativo; questi due impulsi sono trasmessi al microprocessore che dopo averli analizzati fornisce l'eventuale segnalazione d'allarme. Alcuni tipi d'infrarossi passivi digitali hanno la suddivisione dell'elemento piroelettrico quadrupla, o meglio in grado di generare quattro raggi primitivi, garantendo una rilevazione molto accurata e precisa; essi determinano se l'attivazione è avvenuta in modo orizzontale, verticale o diagonale: il lobo di protezione analizzato dal microprocessore può essere definito "tridimensionale".

 

Lente di Fresnell

 

La lente di Fresnell è sistemata sull'involucro del sensore davanti al pir; in funzione del tipo di lente utilizzata, si definiscono i contorni dell'area di protezione. La lente più utilizzata ha un angolo di apertura compreso tra i 90° e 110°, con portata di rilevazione di 10 metri e la suddivisione dell'infrarosso prodotto in 34 raggi disposti su tre livelli:

Infrarosso da utilizzare in ambienti domestici

Consigli per l'installazione

I rilevatori con microprocessore hanno un polo della morsettiera dedicato alla memoria di attivazione: ad impianto d'allarme inserito, l'intrusione rilevata dal sensore, è visualizzata attraverso un led che rimane acceso per informare dell'avvenuta attivazione. Per resettare la memoria d’allarme occorre fornire un positivo (12V) al relativo morsetto del sensore, premendo il tasto corrispondente in centrale o in tastiera. Tutti i sensori hanno due poli per comunicare al sistema d'allarme il tentativo di manomissione (Tamper), un microswitch che cambia stato se si apre l'involucro del sensore comunicandolo all'impianto d'allarme (controllo sempre attivo).

 

Sensori doppia tecnologia

 

 

Principio di funzionamento

 

I sensori a doppia tecnologia (Dual Tecnology) uniscono due tipi di rilevazione: infrarosso (IR) e microonde (MW). I due lobi di copertura hanno un'area comune di rilevazione in cui le due tecnologie si sovrappongono creando una protezione molto precisa e sicura. I doppia tecnologia generano un allarme solo se sono attivate entrambe le tecnologie, garantendo poche segnalazioni di falso allarme; i limiti tecnici della rilevazione a raggio infrarosso sono sopperiti dalle caratteristiche fisiche della microonda e viceversa. Nella parte inferiore del sensore è collocato l'elemento piroelettrico, il generatore di radiazioni infrarosso:

Nella parte superiore del circuito è sistemato l'erogatore di microonde (diodo, antenna):

Caratteristiche comuni tra sensori Doppia Tecnologia

Tecnologie applicate nella sezione microonde Circuito Adaptive

Per eliminare falsi allarmi dovuti ad una errata taratura del circuito microonde, alcuni rilevatori dispongono di differenti livelli d'erogazione, a regolazione automatica. Il circuito Adaptive inizia la rilevazione con il grado più alto d'emissione variando la sensibilità fino al raggiungimento del livello idoneo.

Banda K I rilevatori in banda K emettono le microonde con una frequenza pari a 24 GHz: un'onda più "corta" rispetto alla consueta (10.5 GHz). L'onda corta, grazie alle sue caratteristiche fisiche, ha una minor forza di penetrazione degli oggetti, limitando la sua azione all'interno dell'ambiente da proteggere. Non è in grado di attraversare porte, muri e finestre evitando i falsi allarmi.

Tecnologia DRO planare L'emissione di microonde avviene per mezzo di diodi (Gunn o Mixer) oppure attraverso la tecnologia DRO. I circuiti DRO (Dielectric Resonator Oscillator) risolvono alcune delle problematiche meccaniche generate dalle tecnologie tradizionali Gunn o Mixer. L'elemento radiante dei rilevatori con DRO planare, è costituito da un'antenna a tromba schermata che genera microonde con ampi angoli di copertura e minimi ingombri. La schermatura dell'antenna a tromba forza l'emissione delle microonde nella direzione desiderata, creando un lobo di copertura molto preciso.

Circuito Pattern Shaping

La tecnologia Pattern Shaping, effettua una precisa sovrapposizione delle due aree di rilevazione: infrarosso e microonda. Quest'accorgimento adatta automaticamente l'emissione delle microonde per creare lo stesso lobo di copertura dell'infrarosso. La rivelazione dell'intruso è immediata.

Tecnologia RDV (Remote Digital Verification)

La tecnologia R.D.V. sfrutta l'effetto doppler per produrre un segnale acustico ad intensità variabile in funzione del movimento presente all'interno dell'area di copertura del sensore. La scheda R.D.V. presente nella circuiteria del rilevatore include un filtro digitale doppler che consente, mediante un algoritmo, di determinare la velocità di una massa in movimento attraverso l'emissione di un segnale acustico. L'antifurto che dispone di rilevatori microonde con R.D.V. deve essere collegato alla linea telefonica; in caso d'allarme la centrale compone il numero telefonico del proprietario ed invia un segnale acustico proveniente dal sensore attivato: il suono modulato corrisponde al movimento generato dall'intruso.

Tecnologie applicate nella sezione infrarosso Filtro contro le luci fluorescenti (Antiaccecamento)

Una condizione di "accecamento" avviene orientando, verso la lente di Fresnell, una luce fluorescente (neon) che limita o inibisce la sensibilità di rilevazione del sensore. Per aumentare il grado di sicurezza vi sono filtri digitali che svolgono la funzione di antiaccecamento, in grado di segnalare la condizione di guasto alla centralina d'allarme. Il sensore che rileva un tentativo di accecamento, attua una procedura che prevede una prova di rilevazione della durata di qualche minuto; se, nel lasso di tempo in cui il sensore è in test, l'infrarosso si attiva il processo s'interrompe, altrimenti se non avviene alcuna attivazione durante il periodo di test, il rilevatore genera una segnalazione di guasto.

Funzione Antimask (Antimascheramento)

I rilevatori Dual Tec generano una condizione d'allarme solo se sono sollecitate entrambe le tecnologie (funzione "AND"); un malintenzionato potrebbe accecare oppure coprire la lente di Fresnell impedendo al sensore d'inviare la condizione d'allarme. Il microprocessore verifica l'attivazione della sola microonda (in quanto l'infrarosso risulta accecato) e dopo un determinato numero di attivazioni in un breve lasso di tempo inibisce l'infrarosso ed attiva la sola microonda; la successiva violazione dell'area protetta genera un allarme sonoro.

Circuito M.S.D. (Motion Signal Discretion) Il circuito M.S.D. analizza i dati che hanno attivato il sensore attraverso un softwere presente nel microprocessore, discriminando se l'evento occorso è un veritiero tentativo d'intrusione.

Termistore o compensatore di temperatura

Il termistore è un componente elettronico che misura la temperatura ambientale. L'applicazione del termistore, consente di regolare autonomamente la sensibilità di rilevazione del sensore, in seguito ad un aumento graduale ed uniforme della temperatura all'interno dell'ambiente cui è posto a protezione.

Morsettiera di un doppia tecnologia

I sensori filari a doppia tecnologia dispongono di una morsettiera a vite che permette il collegamento con la centrale antifurto, per mezzo di un cavo a più conduttori (almeno 6x0.22). I poli disponibili sulla morsettiera del sensore sono:

Alimentazione

I rilevatori filari sono alimentati dalla centrale d'allarme attraverso due cavi: positivo e negativo. L'alimentazione fornita dalla centrale antifurto è pari a 12 Volt in corrente continua (c.c. - d.c.).

 

Tamper o Antisabotaggio

 

Il tamper è un micro interruttore che rileva l'apertura dell'involucro del sensore. Il tamper è collegato alla linea antisabotaggio - attiva 24h su 24 - della centrale antifurto per mezzo di due cavi; in caso d'apertura dell'involucro il contatto tamper (N.C.) modifica il suo stato, informando la centrale del tentativo di manomissione in corso.

 

Relè d'allarme

Il rilevatore modifica lo stato del relè d'allarme in caso d'intrusione da N.C. a contatto aperto. Sui poli della morsettiera del sensore è presente la scritta: "C - N.C.", che indicano il Comune ed il Normalmente Chiuso del relè d'allarme. Il comune e il normalmente chiuso si collegano rispettivamente ai poli massa (o comune) e zona (o linea) presenti sulla morsettiera principale della centrale antifurto.

 

Uscita di guasto

Una condizione di guasto nel circuito microonde, modifica il valore del morsetto AUX presente nel sensore, fornendo un positivo; tale informazione è inviata alla centrale d'allarme (se presente tale controllo utilizzare un cavo 8x0.22).

 

Memoria d'allarme

Alcuni rilevatori se attivati ad impianto inserito, visualizzano la memoria di allarme, illuminando un led rosso posto esternamente all'involucro del rilevatore.

 

Consigli per l'installazione

Sono utilizzati per la protezione di:

I rilevatori doppia tecnologia sono ottimi rilevatori di presenza, utilizzati frequentemente all'interno di abitazioni private e uffici, poiché difficilmente generano falsi allarmi.

 

Lenti di Fresnell

 

Principio di funzionamento

 

La lente di Fresnell è fissata all'interno dell'involucro del sensore sistemata davanti al componente elettronico che genera il raggio infrarosso (PIR); essa permette la suddivisione dell'unico raggio prodotto in fasci di rilevazione. Alcune case produttrici offrono la possibilità di sostituire la lente in dotazione con altri modelli, disponibili singolarmente, con differenti "figure". In funzione della figura presente sulla lente si modifica l'angolo, l'inclinazione, la lunghezza e la concentrazione dei raggi nell'area di rilevazione. Di seguito alcuni esempi delle differenti lenti disponibili in commercio, con le relative aree o lobi di rilevazione:


Attenzione:

Consiglio d'installare il sensore ad infrarosso ad un'altezza di 2,4 m. dal pavimento o, in ogni caso, ad un'altezza non inferiore a 1,80 m. e non superiore a 2,80 metri, altrimenti i grafici dell'area di copertura non corrisponderebbero.


Lente tradizionale

Generalmente il sensore dispone di questa lente. Il grafico a lato, illustra il lobo di copertura di un sensore posto ad un'altezza di 2,4 Mt. dal pavimento. Modificando l'altezza del sensore, si varia l'area di copertura. Si consiglia d'installare il sensore ad infrarosso ad un'altezza compresa tra 1,80 e 2,80 Mt. dal pavimento.
Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Portata dei fasci di rilevazione selezionabile:

Minima: 6 Mt. - Massima: 15 Mt.

Angolo di apertura fasci di rilevazione: 90 gradi
Numero dei fasci generati: 34 fasci disposti su tre livelli

Lente tradizionale a più fasci

Questo tipo di lente fornisce una copertura simile alla precedente; il sensore dispone di un maggior numero di raggi che gli consente un'accurata rilevazione. Il grafico a lato, illustra il lobo (o area) di copertura di un sensore posto ad un'altezza di 2,4 Mt. dal pavimento. Modificando l'altezza del sensore, si varia l'area di copertura.

Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Portata dei fasci di rilevazione selezionabile:

Minima: 8 Mt. - Massima: 15 Mt.

Angolo di apertura fasci di rilevazione: 90 gradi
Numero dei fasci generati: 54 fasci disposti su tre livelli

Lente immune ai piccoli animali

Questa particolare lente non rileva la presenza di animali con peso inferiore a 30 Kg. Questo tipo di lente richiede l'installazione a 2,4 Mt. dal pavimento, altrimenti genera falsi allarmi in presenza di animali.

Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Portata dei fasci di rilevazione selezionabile:

 

Minima: 13 Mt. - Massima: 18 Mt.

Angolo di apertura fasci di rilevazione: 142 gradi

Numero dei fasci generati: 24 fasci disposti su unico livello

Lente immune ai piccoli animali

Questa lente è simile alla precedente, non rileva la presenza di animali, con peso inferiore a 30 Kg. Questo tipo di lente richiede l'installazione a 2,4 Mt. dal pavimento, altrimenti genera falsi allarmi in presenza di animali.

Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Portata dei fasci di rilevazione selezionabile: 10 Mt. Angolo di apertura fasci di rilevazione: 90 gradi Numero dei fasci generati: 76 fasci disposti su 5 livelli

Lente a lunga portata

Questo tipo di lente fornisce una copertura a lunga portata. Si consiglia d'installare il sensore ad infrarosso ad un'altezza di 2,4 Mt. dal pavimento.

Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Portata dei fasci di rilevazione selezionabile:

Minima: 6 Mt. - Massima: 30 Mt.

Angolo di apertura fasci di rilevazione: 142 gradi Numero dei fasci generati: 24 fasci disposti su 3 livelli

Lente per soffitto

Questo tipo di lente è utilizzata dai rilevatori per soffitto. Fornisce una copertura a 360°. Si consiglia d'installare il sensore ad infrarosso ad un'altezza di 2,4 m. dal pavimento. Caratteristiche tecniche del lobo di copertura:

Angolo di apertura fasci di rilevazione: 360 gradi In base all'altezza cui è posto il diametro di copertura varia:

Altezza 2 Mt. diametro di copertura 10 Mt.
Altezza 3 Mt. diametro di copertura 11 Mt.
Altezza 4 Mt. diametro di copertura 12 Mt.

 



Collegamenti fra Sensori


Principio di funzionamento

I sensori filari che rilevano la presenza d'intrusi (doppia tecnologia, infrarosso, microonde) dispongono di una morsettiera per il collegamento, attraverso un cavo conduttore, con la centrale antifurto. I poli disponibili sulla morsettiera del sensore sono:

Alimentazione

I rilevatori filari sono alimentati dalla centrale d'allarme attraverso due cavi: positivo e negativo. L'alimentazione fornita dalla centrale antifurto è pari a 12 Volt in corrente continua (c.c. - d.c.).

 

Tamper o Antisabotaggio

Il tamper è un micro interruttore che rileva l'apertura dell'involucro del sensore. Il tamper è collegato alla linea antisabotaggio - attiva 24h su 24 - della centrale antifurto per mezzo di due cavi; in caso d'apertura dell'involucro il contatto tamper (N.C.) modifica il suo stato, informando la centrale del tentativo di manomissione in corso.

 

Relè d'allarme

 

Il rilevatore modifica lo stato del relè d'allarme in caso d'intrusione da N.C. a contatto aperto. Sui poli della morsettiera del sensore è presente la scritta: "C - N.C.", che indicano il Comune ed il Normalmente Chiuso del relè d'allarme. Il comune e il normalmente chiuso si collegano rispettivamente ai poli massa (o comune) e zona (o linea) presenti sulla morsettiera principale della centrale antifurto.

 

Cortocircuito: Comunicazione d'allarme

Uno strumento elettronico utilizzato dagl'installatori d'impianti antifurto è il TESTER.

Collegando due fili conduttori (composti di rame) ai due puntali del tester e selezionando la misurazione di resistenze elettriche (espresse in OHM), il display visualizza il valore "1". Unendo i due fili, il valore sul display si modifica in "0". I sensori ed i contatti perimetrali sono componenti di rilevazione normalmente chiusi (n.c.) o meglio: il valore presente in uno stato di quiete, ai capi dei fili di collegamento, è sempre "0" o "chiuso". Ad esempio, un contatto magnetico con Reed posto a protezione di una porta ha valore, con la porta chiusa, pari a "0": Chiuso. In caso d'attivazione (apertura della porta) il contatto cambia stato fornendo alla centrale, il valore "1" o "aperto". I valori "0" e "1" sono il risultato della misurazione attraverso il tester, equivalente alla misurazione che la centrale d'allarme effettua costantemente per verificare l'apertura o la chiusura di ogni suo componente.  Ad impianto inserito la variazione di un valore determina una condizione d'allarme.

 

 


Attenzione:

La centrale d'allarme determina una condizione d'allarme per la mancanza della massa ai poli d'ingresso zona, non interpreta i valori "0" o "1" come allarme.


Tipi di collegamenti

 

Vi sono due collegamenti che sono utilizzati nella realizzazione d'impianti antifurto: SERIE - PARALLELO
Il primo è utilizzato, ad esempio, per collegare su unico ingresso zona (in centrale) la linea antisabotaggio dei rilevatori, degli avvisatori acustici e telefonici. Il collegamento in parallelo è utilizzato per raggruppare, ad esempio, le alimentazioni dei rilevatori. I paragrafi successivi illustrano come è possibile effettuare i due tipi di collegamenti e quando si verifica una condizione d'allarme.

I paragrafi successivi illustrano degli esempi di collegamento tra centrale d'allarme ad unico ingresso zona e due sensori interni, con l'utilizzo dei differenti metodi, mostrando inoltre quando si verifica la condizione d'allarme.

Collegamento in serie

La serie tra due rilevatori interni si esegue come illustrato in figura.
La centrale utilizza un unico ingresso zona per raddoppiare l'area di protezione.

 

 

Attenzione:

Consiglio di collegare in serie al massimo tre/quattro sensori in quanto, in caso di guasto, la ricerca del sensore da sostituire risulterebbe difficoltosa.


 

Condizione d'allarme attraverso l'uso di sensori collegati in serie

Il collegamento in serie, di due o più componenti, in elettronica è definito: " OR ". La serie tra due sensori genera una condizione d'allarme se si viola l'area di protezione del sensore 1 o del sensore 2 o di entrambe (vedi figura 2). Il collegamento in serie, nei sistemi antifurto, permette di utilizzare un unico ingresso/zona della centrale, per rilevare l'attività presente in più locali protetti da sensori. L'intruso che attraversa il lobo di copertura di un solo sensore genera l'allarme. Solitamente il collegamento in serie è utilizzato per raggruppare, su unica zona della centrale, alcuni contatti magnetici posti a protezione di porte e finestre di un appartamento. ( vedi Tipi di Contatti )

 

Collegamento in Parallelo

Il collegamento in parallelo tra due rilevatori interni si esegue come illustrato in figura 3. La centrale utilizza un unico ingresso zona per ottenere una "precisa" area protetta.

 

Condizione d'allarme attraverso l'uso di sensori collegati in parallelo

Il collegamento in parallelo, di due o più componenti, in elettronica è definito: "AND".
I sensori a doppia tecnologia generano una condizione d'allarme se si attiva la microonda e l'infrarosso nello stesso istante.
Esempio, all'interno di una biblioteca vi sono tre corridoi creati dagli scaffali; due sensori posti di fronte all'ingresso dei tre corridoi, attivano una segnalazione d'allarme se una persona accede al corridoio centrale, in quanto viola l'area comune dei due sensori.
L'intruso che attraversa l'area comune di rilevazione genera l'allarme. (vedi figura 4)

 

 

Collegamento di un sensore con il cavo 4x0.22

 

La figura che segue mostra il collegamento di un sensore, senza il controllo antisabotaggio, alla centrale antifurto utilizzando il cavo allarme 4x0.22.


Attenzione:

Se si utilizza un alimentatore supplementare per fornire energia ai sensori, ricordarsi di collegare la massa dell'alimentatore al comune di un ingresso zona della centrale antifurto.


 

 

Collegamento di due sensori utilizzando il cavo 4x0.22

Talvolta occorre apportare modifiche all'impianto esistente aggiungendo un sensore all'interno di un locale non protetto; se in centrale è disponibile un ingresso zona, effettuare il collegamento come illustrato nella figura. Altrimenti se non vi sono zone disponibili collegate in serie i due sensori.

Sensori ad infrarosso con telecamera

 

Principio di funzionamento

Il rilevatore ad infrarosso è sensibile alla gamma di frequenza emessa dal corpo umano, compresa tra i 7.000 e i 14.000 nanometri. Il raggio infrarosso, originato dal circuito interno al sensore, è suddiviso in un fascio attraverso la lente di Fresnell. I raggi, rilevano le condizioni termiche presenti nel lobo di protezione: un divario improvviso, genera un allarme. Il sensore ad infrarosso passivo con telecamera incorporata, dispone di apposite uscite per il collegamento del cavo RG59 (cavo coassiale utilizzato per le telecamere a circuito chiuso con impedenza 75 Ohm), sfruttano l'attivazione del rilevatore per consentire la visualizzazione a monitor dell'allarme occorso. Il funzionamento è simile ai sensori da esterno che accendono una luce di cortesia al passaggio di persone. L'alimentazione è unica per rilevatore e telecamera: 12 Volt c.c.

Sensori ad Ultrasuoni

 

Principio di funzionamento

Questo tipo di rilevatore emette, attraverso lo stadio trasmittente, un'onda con frequenza fondamentale 21.000 Hz. Lo stadio ricevente, durante un tentativo d'effrazione, avverte la variazione della riflessione d'onda generando un allarme; è molto simile al principio di funzionamento delle microonde cambia la frequenza fondamentale. La microonda è una radiazione elettromagnetica ad alta frequenza 10MHz, mentre l'ultrasuono, un'onda acustica.


Attenzione:

L'orecchio umano capta i suoni fino ad una frequenza pari a 20.000 Hertz. La gamma degli ultrasuoni è superiore a 21.000 Hz. I rilevatori ad ultrasuoni sono sensori attivi, come le microonde a differenza dei rilevatori ad infrarosso. Cani e gatti sono infastiditi dall'onda emessa dai rilevatori ad ultrasuoni poiché riescono a percepirli.


Limiti del rilevatore ad ultrasuoni

Il segnale generato dal sensore, non è in grado di attraversare impedimenti fisici quali pareti o porte di legno. Il sensore ad ultrasuoni genera numerosi falsi allarmi se la sensibilità non risulta perfettamente tarata, a causa delle caratteristiche tecniche di rilevazione. L'onda acustica generata dal sensore rileva, generando un allarme, le correnti d'aria; ad esempio l'accensione di un termosifone che crea un vortice d'aria calda modifica la propagazione dell'onda.


Attenzione:

Il trillo dei vecchi telefoni (grigi) o la suoneria dei campanelli di casa se attivati generano falsi allarmi dovuti alle armoniche che si creano: le suonerie dei campanelli emettono ultrasuoni che si sovrappongono a quelli del sensore generando l'allarme.