Tesina esami di stato Domenico Dentamaro V et B
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I TRASDUTTORI

Sono elementi che trasformano una determinata grandezza in ingresso in un'altra di uscita (elettrica) legata alla prima da una legge di corrispondenza nota.

Il trasduttore è diviso in due parti:

-Sensore: elemento a contatto con la grandezza da misurare

-Trasduttore: rileva le variazioni del sensore e le rende adatte alla trasmissione(elabora)

I sensori possono essere:

-meccanici: (molle) rilevano le variazioni della grandezza tramite variazioni geometriche

-elettrici: Danno un segnale di tipo elettrico facilmente amplificabile (molto usati)

-ottici

Gli elementi sensibili dei sensori elettrici possono essere:

1)Elementi a variazione di resistenza: Sfruttano la legge di ohm (R=ro*l/s). Applicando al conduttore una forza f esso si allunga di A e la sezione diminuisce leggermente. Entrambi questi fattori variano la R.

2) Elementi a variazione di induttanza: Variando la misura del traferro l0 varia la riluttanza e quindi il valore dell'induttanza, calcolando il valore dell'induttanza si risale alla misura del traferro

3)Elementi a variazione di capacità: Sono sensibili alle variazioni della capacità di un condensatore avente le armature mobili

4)Elementi ad effetto termoelettrico: Sfruttano il fenomeno per il quale due barrette di materiali differenti fermi tra loro per le estremità essi generano una f.e.m al variare della temperatura e quindi una corrente che è funzione della differenza fra il giunto caldo e quello freddo.

5)Elementi ad effetto piezoelettrico: Sfruttano le legge in cui alcuni cristalli asimmetrici (quarzo) elettricamente isolanti creano una polarizzazione dielettrica alla loro deformazione quindi ad una forza elettromotrice alternata. Vale anche il fenomeno inverso

6)Elementi ad effetto fotoelettrico: Si basano sui fenomeni di contatto di due sostanze diverse. Nelle cellule fotovoltaiche una placca metallica viene ricoperta da un sottile strato di materiale semiconduttore (selenio, ossido di rame, ossido di cadmio, silicio) e quando una sorgente luminosa li colpisce danno luogo a una ddp che fa circolare una corrente in un circuito tale corrente è proporzionale al livello di illuminazione. Le fotoresistenze ad esempio variano la loro resistività al variare dell'illuminazione.

 

Trasduttori Attivi e Passivi

Attivo quando l'energia in uscita è fornita tutta o in parte dal segnale di ingresso.

Passivo quando necessita di una fonte di energia secondaria che gi fornisce la maggior parte dell'energia in uscita.

 

Caratteristiche dei trasduttori:

Le caratteristiche dei trasduttori sono

Ideali: quando sono conosciute a priori

Reali: quando per determinarla occorre una taratura del trasduttore.

Dato che i trasduttori non sono ripetibili le curve di taratura crescenti e decrescenti non sono coincidenti, questo fenomeno viene chiamato isteresi.

Dalla curva caratteristica dello strumento si può individuare la sensibilità (attitudine ad indicare piccole variazioni) ed è assoluta quando può essere definita come rapporto tra l'incremento di uscita e di ingresso.

Sa = AV/AE // Sd = dV/dE

C'è poi la risoluzione cioè la soglia minima.

 

Trasduttori a principio resistivo:

- Potenziometri: Sono costituiti da un elemento resistivo di resistenza totale R ai cui capi viene applicata una Vi costante (passivi) e sul quale scorre un cursore. La Vu viene prelevata tra il cursore ed uno degli estremi.

Se a vuoto si può facilmente dedurre col principio di Kirkoff:

 

Di solito i potenziometri sono a spostamento angolare. Ad 1 giro (360°) o a n giri (n*360°) (ad esempio 10 giri) sono costituiti da un filo avvolto su un supporto toroidale ruotando il cursore striscia sulla parte interna dell'avvolgimento. Hanno una tensione di uscita discontinuo ? a meno che non siano potenziometri a strato (carbone, plastiche conduttrici)

 

-Estensimetri: Conduttori resistivi di deformazione. Costituiti da un filo elettrico di lunghezza L e sezione S. La resistenza varia a seconda della lunghezza e di sezione. Bisogna utilizzare quindi uno strumento che legga con precisione i valori della resistenza ovvero il Ponte di Wheatstone

 

Trasformatori Differenziali:

Trasduttori nei quali la tensione indotta al secondario è funzione dell'accoppiamento tra primario e secondario. Il movimento del nucleo fa si che uno degli avvolgimenti venga più strettamente legato.

La tensione di uscita risulterà essere la differenza tra le tensioni indotte in ciascun avvolgimento secondario. Il un trasformatore costruito simmetricamente è quindi possibile determinare la posizione del nucleo vicino al centro nel punto in cui le tensioni di uscita si anullano.

 

Revolver:

Sono trasduttori di spostamento a principio induttivo. Essi sono formati da uno statore composto da due avvolgimenti uguali (AB) e (CD) a 90° tra loro alimentati da due tensioni di ugual frequenza ma diversa ampiezza. C'è poi un rotore con altri due avvolgimenti (EF) e (GH). I quattro estremi dei due avvolgimenti rotorici si collegano al circuito mediante contatti striscianti. Le due correnti statoriche danno origine ad un flusso alternato che ha direzione fissa rispetto allo statore formando un angolo che dipende dal rapporto tra l'ampiezza delle due correnti.

 

Analogici

Per trasduttore analogico si intende qualsiasi dispositivo di trasduzione che presenti un segnale di uscita che puo' assumere piu' di due valori (livelli). Esempio: .se il segnale d'uscita di un dispositivo puo' assumere tre diversi livelli di tensione allora questo dispositivo si dice analogico.

Digitali

Per trasduttore digitale si intende qualsiasi dispositivo di trasduzione che presenti un segnale di uscita che puo' assumere solo due valori (livelli). Esempio: .se il segnale di uscita di un dispositivo puo' assumere solo due livelli di tensione allora questo dispositivo si dice digitale

 

Classificazione in base a caratteristiche fisiche


capacitivi : sfruttano la variazione della capacita' di un condensatore;
elettroacustici : convertono segnali sonori in grandezze elettriche;
elettrodinamici : si basano sul pricipio della forza elettromotrice per misurare velocita' (solitamente);
elettromagnetici: utilizzano il principio dell'induttanza elettrica per rilevare angoli di rotazione;
magnetostritivi : si fondano sul principio della permeabilita';
piezoelettrici : sfruttano l'originarsi di una polarizzazione lettrica su facce opposte di cristalli sottoposti a sollecitazioni (stress) fisiche;
resistivi : si basano sul principio .che la resistenza offerta da un materiale e' proporzionale alla sua lunghezza.

 

Catena di acquisizione dati

SENSORI

Il sensore o trasduttore è il primo elemento della catena di acquisizione dati.
La sua funzione è quella di acquisire in ingresso una grandezza fisica e di fornire in uscita una grandezza elettrica (generalmente tensione, ma esistono anche trasduttori resistivi e di corrente).
Esistono due tipi di trasduttori, quelli attivi che in corrispondenza di un ingresso generano autonomamente l'uscita. Invece i trasduttori passivi hanno bisogno di una alimentazione di eccitazione per poter generare l'uscita.
Per poter scegliere il sensore migliore per una applicazione bisogna tener conto di alcuni parametri:

·        la funzione di trasferimento, cioè la relazione tra la grandezza da acquisire e l'uscita del sensore stesso;

·        l'intervallo della linearità, deve essere così grande da consentire una buona funzione di trasferimento;

·        la sensibilità: esprime il rapporto fra la variazione di grandezza di ingresso e la variazione di quella di uscita;

·        l'errore di misura, rappresenta l'errore tra la grandezza reale e quella misurata;

·        le caratteristiche dinamiche che rappresentano il comportamento del sensore se l'ingresso compie brusche variazioni;

·        il tipo di segnale di uscita desiderato; in base ad esso si può scegliere di utilizzare un sensore resistivo invece di uno di tensione, oppure un sensore ad uscita analogica al posto di una digitale.

FILTRI

Il filtro posizionato dopo il sensore non permette alle armoniche ad alta frequenza di passare, permettendo un campionamento migliore per il noto teorema di Shannon.

CAMPIONAMENTO

Il circuito di campionamento (per esempio il sample and hold) permette alla parte di circuito interessata di avere il tempo sufficiente per convertire il segnale campionato. L'importanza di questo circuito è molto grande perchè permette molto semplicemente il dimensionamento del tempo di campionamento per migliorare la conversione.

CONDIZIONAMENTO

Questa parte della catena può essere composta da più parti, che non sono sempre presenti. Queste circuiti aggiuntivi possono essere:

                                I.           -amplificatore

                             II.           -sommatore di offset positivo o negativo

                           III.           -ecc....

questi circuiti servono a modificare il segnale da convertire in modo da farlo rientrare nei parametri del convertitore, per poter aver così un segnale che non crei errori di nessun genere.

CONVERSIONE

La conversione è la parte della catena di acquisizione dati in cui il dato analogico viene convertito in dato digitale corrispondente. Questa conversione è eseguita dal ADC (Convertitore Analogico-Digitale), il quale ha in ingresso il dato analogico che è già passato attraverso le fasi precedenti mentre in uscita ha il dato digitale su N bit con un errore di un LSB in più o in meno. LSB è il bit meno significativo mentre MSB è il bit più significativo. Quindi si può notare come la precisine è dovuta dal numero di bit e dalla massima ampiezza del segnale di ingresso, infatti più valori di uscita ci sono in un arco di valori più il campionamento sarà preciso.

 

 

 

 

 

 

 

 

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