Sono elementi che trasformano una determinata
grandezza in ingresso in un'altra di uscita (elettrica) legata alla
prima da una legge di corrispondenza nota.
Il trasduttore è diviso in due parti:
-Sensore:
elemento a contatto con la grandezza da misurare
-Trasduttore:
rileva le variazioni del sensore e le rende adatte alla
trasmissione(elabora)
I sensori possono essere:
-meccanici:
(molle) rilevano le variazioni della grandezza tramite variazioni
geometriche
-elettrici:
Danno un segnale di tipo elettrico facilmente amplificabile (molto
usati)
-ottici
Gli elementi
sensibili dei sensori elettrici possono essere:
1)Elementi
a variazione di resistenza: Sfruttano la legge di ohm (R=ro*l/s).
Applicando al conduttore una forza f esso si allunga di A e la sezione
diminuisce leggermente. Entrambi questi fattori variano la R.
2) Elementi a variazione
di induttanza: Variando la misura del traferro l0 varia la riluttanza e
quindi il valore dell'induttanza, calcolando il valore dell'induttanza
si risale alla misura del traferro
3)Elementi
a variazione di capacità: Sono sensibili alle variazioni della capacità
di un condensatore avente le armature mobili
4)Elementi
ad effetto termoelettrico: Sfruttano il fenomeno per il quale due
barrette di materiali differenti fermi tra loro per le estremità essi
generano una f.e.m al variare della temperatura e quindi una corrente
che è funzione della differenza fra il giunto caldo e quello freddo.
5)Elementi
ad effetto piezoelettrico: Sfruttano le legge in cui alcuni cristalli
asimmetrici (quarzo) elettricamente isolanti creano una polarizzazione
dielettrica alla loro deformazione quindi ad una forza elettromotrice
alternata. Vale anche il fenomeno inverso
6)Elementi
ad effetto fotoelettrico: Si basano sui fenomeni di contatto di due
sostanze diverse. Nelle cellule fotovoltaiche una placca metallica viene
ricoperta da un sottile strato di materiale semiconduttore (selenio,
ossido di rame, ossido di cadmio, silicio) e quando una sorgente
luminosa li colpisce danno luogo a una ddp che fa circolare una corrente
in un circuito tale corrente è proporzionale al livello di
illuminazione. Le fotoresistenze ad esempio variano la loro resistività
al variare dell'illuminazione.
Trasduttori
Attivi e Passivi
Attivo quando l'energia in uscita è fornita tutta
o in parte dal segnale di ingresso.
Passivo quando necessita di una fonte di energia
secondaria che gi fornisce la maggior parte dell'energia in uscita.
Caratteristiche
dei trasduttori:
Le caratteristiche dei trasduttori sono
Ideali: quando sono conosciute a priori
Reali: quando per determinarla occorre una taratura
del trasduttore.
Dato che i trasduttori non sono ripetibili le curve
di taratura crescenti e decrescenti non sono coincidenti, questo
fenomeno viene chiamato isteresi.
Dalla curva caratteristica dello strumento si può
individuare la sensibilità (attitudine ad indicare piccole variazioni)
ed è assoluta quando può essere definita come rapporto tra
l'incremento di uscita e di ingresso.
Sa =
AV/AE // Sd = dV/dE
C'è poi la risoluzione cioè la soglia minima.
Trasduttori
a principio resistivo:
- Potenziometri: Sono costituiti da un elemento
resistivo di resistenza totale R ai cui capi viene applicata una Vi
costante (passivi) e sul quale scorre un cursore. La Vu viene prelevata
tra il cursore ed uno degli estremi.
Se a vuoto si può facilmente dedurre col principio
di Kirkoff:
Di solito i potenziometri sono a spostamento
angolare. Ad 1 giro (360°) o a n giri (n*360°) (ad esempio 10 giri)
sono costituiti da un filo avvolto su un supporto toroidale ruotando il
cursore striscia sulla parte interna dell'avvolgimento. Hanno una
tensione di uscita discontinuo ? a meno che non siano potenziometri a
strato (carbone, plastiche conduttrici)
-Estensimetri: Conduttori resistivi di
deformazione. Costituiti da un filo elettrico di lunghezza L e sezione
S. La resistenza varia a seconda della lunghezza e di sezione. Bisogna
utilizzare quindi uno strumento che legga con precisione i valori della
resistenza ovvero il Ponte di Wheatstone
Trasformatori
Differenziali:
Trasduttori nei quali la tensione indotta al
secondario è funzione dell'accoppiamento tra primario e secondario. Il
movimento del nucleo fa si che uno degli avvolgimenti venga più
strettamente legato.
La tensione di uscita risulterà essere la
differenza tra le tensioni indotte in ciascun avvolgimento secondario.
Il un trasformatore costruito simmetricamente è quindi possibile
determinare la posizione del nucleo vicino al centro nel punto in cui le
tensioni di uscita si anullano.
Revolver:
Sono trasduttori di spostamento a principio
induttivo. Essi sono formati da uno statore composto da due avvolgimenti
uguali (AB) e (CD) a 90° tra loro alimentati da due tensioni di ugual
frequenza ma diversa ampiezza. C'è poi un rotore con altri due
avvolgimenti (EF) e (GH). I quattro estremi dei due avvolgimenti
rotorici si collegano al circuito mediante contatti striscianti. Le due
correnti statoriche danno origine ad un flusso alternato che ha
direzione fissa rispetto allo statore formando un angolo che dipende dal
rapporto tra l'ampiezza delle due correnti.
Analogici
Per trasduttore digitale si intende qualsiasi dispositivo di trasduzione
che presenti un segnale di uscita che puo' assumere solo due valori (livelli).
Esempio: .se il segnale di uscita di un dispositivo puo' assumere solo due
livelli di tensione allora questo dispositivo si dice digitale
Classificazione
in base a caratteristiche fisiche
capacitivi : sfruttano la variazione della capacita' di un
condensatore;
elettroacustici : convertono segnali sonori in grandezze elettriche;
elettrodinamici : si basano sul pricipio della forza elettromotrice per
misurare velocita' (solitamente);
elettromagnetici: utilizzano il principio dell'induttanza elettrica per
rilevare angoli di rotazione;
magnetostritivi : si fondano sul principio della permeabilita';
piezoelettrici : sfruttano l'originarsi di una polarizzazione lettrica
su facce opposte di cristalli sottoposti a sollecitazioni (stress) fisiche;
resistivi : si basano sul principio .che la resistenza offerta da un
materiale e' proporzionale alla sua lunghezza.
Catena di acquisizione dati

SENSORI
Il sensore o trasduttore è il
primo elemento della catena di acquisizione dati.
La sua funzione è quella di acquisire in ingresso una grandezza fisica e di
fornire in uscita una grandezza elettrica (generalmente tensione, ma esistono
anche trasduttori resistivi e di corrente).
Esistono due tipi di trasduttori, quelli attivi che in corrispondenza di un
ingresso generano autonomamente l'uscita. Invece i trasduttori passivi hanno
bisogno di una alimentazione di eccitazione per poter generare l'uscita.
Per poter scegliere il sensore migliore per una applicazione bisogna tener
conto di alcuni parametri:
·
la funzione di trasferimento, cioè la relazione tra la
grandezza da acquisire e l'uscita del sensore stesso;
·
l'intervallo della linearità, deve essere così grande da
consentire una buona funzione di trasferimento;
·
la sensibilità: esprime il rapporto fra la variazione di
grandezza di ingresso e la variazione di quella di uscita;
·
l'errore di misura, rappresenta l'errore tra la grandezza reale
e quella misurata;
·
le caratteristiche dinamiche che rappresentano il comportamento
del sensore se l'ingresso compie brusche variazioni;
·
il tipo di segnale di uscita desiderato; in base ad esso si può
scegliere di utilizzare un sensore resistivo invece di uno di tensione, oppure
un sensore ad uscita analogica al posto di una digitale.
FILTRI
Il filtro posizionato dopo il
sensore non permette alle armoniche ad alta frequenza di passare, permettendo
un campionamento migliore per il noto teorema di Shannon.
CAMPIONAMENTO
Il circuito di campionamento (per
esempio il sample and hold) permette alla parte di circuito interessata di
avere il tempo sufficiente per convertire il segnale campionato. L'importanza
di questo circuito è molto grande perchè permette molto semplicemente il
dimensionamento del tempo di campionamento per migliorare la conversione.
CONDIZIONAMENTO
Questa parte della catena può
essere composta da più parti, che non sono sempre presenti. Queste circuiti
aggiuntivi possono essere:
I.
-amplificatore
II.
-sommatore di offset positivo o negativo
III.
-ecc....
questi circuiti servono a
modificare il segnale da convertire in modo da farlo rientrare nei parametri
del convertitore, per poter aver così un segnale che non crei errori di
nessun genere.
CONVERSIONE
La conversione è la parte della
catena di acquisizione dati in cui il dato analogico viene convertito in dato
digitale corrispondente. Questa conversione è eseguita dal ADC (Convertitore
Analogico-Digitale), il quale ha in ingresso il dato analogico che è già
passato attraverso le fasi precedenti mentre in uscita ha il dato digitale su
N bit con un errore di un LSB in più o in meno. LSB è il bit meno
significativo mentre MSB è il bit più significativo. Quindi si può notare
come la precisine è dovuta dal numero di bit e dalla massima ampiezza del
segnale di ingresso, infatti più valori di uscita ci sono in un arco di
valori più il campionamento sarà preciso.