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Problemi causati da posture improprie davanti al computer e consigli utili
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Problemi alla colonna vertebrale:
La colonna vertebrale presenta delle curvature fisiologiche a livello cervicale, dorsale e lombare aventi lo scopo di sostenere e ammortizzare il carico della testa, del torace, degli eventuali sovraccarichi esterni e di quelli provenienti dall'impatto dei piedi col suolo. Pertanto è opportuno che vengano mantenute costantemente in qualsiasi postura o movimento del corpo. Ulteriore funzione della colonna vertebrale è quelle di proteggere il midollo spinale che si estende dalla base del cervello fino alle vertebre lombari (canale midollare) e dal quale si diramano i fasci nervosi che raggiungono gli organi e le varie regioni del corpo.Ogni vertebra è collegata con l'altra grazie al disco intervertebrale, morbido all'interno e duro all'esterno. Il disco costituisce, con le vertebre a cui è collegato, una vera e propria articolazione, agendo anche come cuscinetto ammortizzatore. I muscoli ed i legamenti tengono unite le vertebre e permettono alla colonna di mantenere la posizione eretta. Malgrado ogni vertebra sia strutturata in modo tale da sopportare pressioni anche dell'ordine di 1000 kg, una percentuale altissima di persone accusa periodicamente stati dolorosi localizzati nelle varie regioni posteriori del busto causati anche da Posture e movimenti del corpo che causano mal di schiena.Le cause principali sono due: - posture errate protratte per lungo tempo (utilizzo del P.C., guida auto, televisione, lettura, attività professionale, ecc.).L’eccesso di peso corporeo,inoltre, può aggravare la situazione in quanto alla postura errata si aggiunge un carico ulteriore sulle vertebre e sulle articolazioni. Le posizioni fisse dovrebbero assumere un atteggiamento corretto (mantenimento delle curve fisiologiche della colonna vertebrale) ed essere interrotte di frequente, almeno ogni ora, rilassando il tratto cervicale e dorsale ed eseguendo, possibilmente, semplici esercizi di mobilità articolare e allungamento muscolare; - rigidità o scarso tono della muscolatura estensoria e flessoria del busto. La rigidità può essere dovuta, oltre che al mantenere per lungo tempo posizioni fisse del corpo, anche allo stress psichico. Lo scarso tono muscolare, invece, dipende essenzialmente dal sedentarismo e, quindi, dalla perdita progressiva di forza muscolare.Una ginnastica mirata all’allungamento dei muscoli contratti (stretching) e al rafforzamento dei muscoli indeboliti può dare risultati sorprendenti.
Posizione seduta fisiologicamente corretta
Per mantenere il busto sempre eretto e posizionato in modo che le curve fisiologiche della colonna non vengano annullate o accentuate, è necessario: 1) monitor: posto in modo che la linea orizzontale degli occhi corrisponda all’inizio della pagina di lavoro. 2) schienale: dotato di supporto lombare e dorsale adeguato a mantenere le curve fisiologiche della colonna vertebrale; 3) piano della scrivania: posto all’altezza dei gomiti quando il braccio risulta perpendicolare al terreno; 4) altezza della sedia o poltroncina: tale che le ginocchia formino un angolo di circa 90° tra coscia e gamba. Una leggera inclinazione del piano di appoggio orizzontale in avanti favorisce la posizione eretta del busto;
5) piedi: poggiati al suolo su tutta la
pianta. Se necessario utilizzare un poggiapiedi di altezza adeguata.
Posizione seduta fisiologicamente non corretta
Posizioni nelle quali i muscoli del busto e i dischi intervertebrali subiscono uno stress continuo: - gambe: posizionate troppo indietro o troppo in avanti rispetto alla perpendicolare al terreno. Inoltre gambe incrociate, accavallate, ecc.;
- busto:
inclinato in avanti o indietro dove le spalle si allontanano
dalla perpendicolare rispetto al bacino.
- sui
muscoli: un costante stiramento che ne limita la funzione
fisiologica nel mantenere eretto il busto. Nel tempo perdono
tonicità e forza
- sui dischi
intervertebrali: carichi di punta sul bordo anteriore e
ostacolo al metabolismo (nutrizione) Problemi alla visione: Il lavoro al computer rappresenta un notevole sforzo alla visione, poiché richiede una concentrazione prolungata ad una distanza di lavoro tra i 35/80 cm con continui salti da una immagine all'altra. Per vedere nitidamente a queste distanze il sistema visivo deve continuamente regolare la messa a fuoco e spostare gli occhi in modo veloce e preciso da un punto all'altro. I disturbi riportati più comunemente da chi lavora al computer sono:
Tutti questi disturbi sono i sintomi di quello che viene chiamato tensione o affaticamento agli occhi.
GLI ASPETTI ERGONOMICI E DI POSTURA DA RISPETTARE NELL'USO DEL P.C.
L'ILLUMINAZIONE DELL'AMBIENTE DI LAVORO
PICCOLE INTERRUZIONI RIDUCONO LO STRESS
UNA BUONA VISIONE PUO' NON ESSERE SUFFICIENTE AL COMPUTER
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