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Il processo di campionamento è di enorme importanza ai fini della realizzazione
dei dispositivi digitali per le telecomunicazioni. Il contenuto del segnale
campionato risultante dipende dalla relazione fra la frequenza di campionamento
impiegata e le componenti minime e massime di frequenza del segnale analogico in
ingresso.
I segnali a tempo discreto spesso sono una versione campionata di segnali a
tempo continuo; analogamente i segnali e dati numerici derivano da una
quantizzazione di campioni. Ciò è dovuto al fatto che l’elaborazione di segnali
analogici si può eseguire vantaggiosamente operando preventivamente una
conversione analogica/numerica o, sinteticamente conversione A/D, sulle forme
d’onda, elaborando poi numericamente le sequenze così ottenute ed effettuando
infine, se necessario, una conversione numerico/analogica o sinteticamente
conversione D/A.
In ipotesi molto bene approssimate in pratica, una forma d’onda è adeguatamente
rappresentata dai suoi campioni: nel prosieguo si stabilirà innanzi tutto quali
debbano essere tali ipotesi e si mostrerà come la forma d’onda possa essere
ricostruita a partire dai propri campioni (Teorema del campionamento).
Campionamento e Ricostruzione
Si consideri una forma d’onda xa(t), vediamo di stabilire se e in quali
ipotesi la sequenza dei suoi campioni x(n)=xa(nTc), con -∞<n<∞, rappresenti il
segnale tempo continuo xa(t) senza alcuna perdita di informazione; ovvero, in
modo equivalente, se ed in quali condizioni sia possibile ricostruire
esattamente xa(t) a partire da x(n): Tc e detto periodo di campionamento ed il
suo reciproco fc=1/Tc è la frequenza di campionamento.
Campionamento ideale: la versione campionata idealmente di una forma d’onda xa(t)
è il segnale:

(1)
e che il campionamento ideale è schematizzabile come il prodotto di xa(t) per il
treno periodico di impulsi di Dirac (o impulsi matematici):

(2)
come illustrato in fig.1.

Figura 1: Campionamento ideale uniforme(3)
Ricordando inoltre che, per le proprietà della trasformata di Fourier, ad un
campionamento nel dominio del tempo corrisponde una replicazione (periodizzazione)
in frequenza, si ha che lo spettro di xδ(t) vale:

(3)
Dunque lo spettro del segnale campionato idealmente è costituito da repliche
dello spettro di xa(t) traslate di kfc = k/Tc e scalate in ampiezza secondo il
fattore 1/ Tc = fc.
La fig. 2 fornisce l’interpretazione grafica della precedente relazione:
precisamente la fig. 2a mostra lo spettro di un segnale xa(t) con banda B, la
fig. 2b rappresenta lo spettro del segnale campionato nel caso che le repliche
di Xa (f) non si sovrappongono (sovracampionamento), essendo soddisfatta entro un
certo margine la condizione di Nyquist:

(4)
La fig. 2c si riferisce invece al caso di campionamento a frequenza di Nyquist
fc=2B, mentre la fig. 2d è relativa al caso in cui tale condizione non sia
soddisfatta (sottocampionamento).

Figura 2: Analisi del campionamento nel dominio della frequenza
Dall’analisi in frequenza del campionamento segue che, se il segnale è a banda
limitata ed è soddisfatta la condizione di Nyquist, allora xa(t) può essere
ricostruito dalla sua versione campionata xδ(t). Se invece il
segnale non è a banda limitata o se, pur essendolo, le disuguaglianze espresse
dalla (4) non
sono soddisfatte, allora le repliche di Xa(f) si sovrappongono, come mostrato in
fig. 2d, e quindi la ricostruzione non è più possibile: si dice allora che il
segnale campionato è affetto da aliasing. La minima frequenza di campionamento
per cui un segnale con banda B può essere ricostruito senza dar luogo ad aliasing
è pari a fc = 2B e viene detta frequenza o cadenza di Nyquist.
In conclusione sussiste il seguente:
Teorema del Campionamento Uniforme (o di Shannon):
Un segnale analogico xa(t) è rappresentato dai suoi campioni presi con passo
costante Tc, ovvero con cadenza fc = 1/Tc, se:
- il segnale xa(t) è a banda rigorosamente limitata, ovvero se il suo spettro
soddisfa la condizione
;
- la cadenza di campionamento è maggiore o uguale a quella di Nyquist, cioè
fc≥2B.
Pertanto, se x(t) è un segnale con spettro con banda B limitata (diverso da zero
per le frequenze entro [-B, B]), allora per ogni scelta del passo di
campionamento Tc≤1/2B, x(t) ammette lo sviluppo in serie:

(5)
Il risultato espresso dalla (5) è il medesimo al quale eravamo giunti in
precedenza potendosi la (5) riscrivere nel modo seguente:

(6)
che, nel dominio di Fourier la precedente diventa:

(7)
avendo definito la rect nel modo seguente:

Ovvero, dalla (7) si ottiene uno spettro periodico (termine a sinistra in
parentesi quadre), periodico di periodo 1/ Tc ovvero fc , limitato
nell’intervallo [-fc/2, fc/2] dal prodotto per la funzione

a. segnale vocale telefonico: B =
4 KHz, fc = 8 KHz
b. segnale
audio qualità CD: B = 22 KHz, fc = 44.1 KHz
Considerazioni conclusive
In conclusione, il teorema del campionamento impone che la frequenza utilizzata
per il campionamento debba essere pari al doppio rispetto alla massima frequenza
del segnale analogico da campionare 2 fmax, il che assicura la perfetta
ricostruzione del segnale analogico a partire dai singoli campioni. La frequenza
2 fmax è chiamata frequenza di Nyquist. E’ importante che la frequenza di
campionamento abbia sempre un valore superiore rispetto alla frequenza di
Nyquist in modo tale da evitare il noto problema dell’aliasing, ossia della
sovrapposizione delle repliche dello spettro, che comporta un’aberrazione
irreversibile sul segnale campionato.
Nelle applicazioni pratiche, essendo assai raro il caso di segnali rigorosamente
limitati in banda, il campionamento viene effettuato utilizzando una misura di
banda efficace tale che l’errore di ricostruzione dai campioni (aliasing) sia
trascurabile in quanto comparabile con le altre forme di errore di
approssimazione (esempio: quantizzazione e codifica dei campioni con un numero
finito di bit), i disturbi additivi (esempio: l’interferenza con segnali utili
di altri utenti) ed il rumore termico e di antenna. |